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Il territorio dell'alta Romagna è dominato dal crinale appenninico che percorre il centro Italia da nord a ovest con un'altitudine che supera costantemente i mille metri e arriva, sul picco più alto, ossia il Monte Falco, a toccare i 1658 metri. Dai fianchi del crinale, quasi segni scavati da lunghe dita, partono le vallate segnate da fiumi torrentizi.
La conformazione dei luoghi, spesso aspra e difficile, accomunata ad un clima ad elevata escursione annua, ad una sostenuta piovosità e frequenti precipitazioni nevose nei punti più alti, ha reso dura e faticosa la vita umana tanto da assimilare all'asprezza dei luoghi la ruvidità di carattere dei suoi abitanti. Fino all'inizio del secolo le principali attività economiche non potevano che incentrarsi sulla pastorizia e l'agricoltura: il grande patrimonio naturalistico e ambientale di questa parte della Romagna, ancora poco servito da strade e strutture appropriate, è ben lungi dal mostrare tutta la sua potenzialità economica.
Inevitabile l'impatto con la modernizzazione e le città della pianura che, dall'inizio del secolo, si avviano all'industrializzazione ed offrono lavoro e migliori condizioni di vita. E' iniziato così quello straordinario spopolamento che ha portato alla scomparsa di interi borghi e all'abbandono ormai quasi totale delle campagne.
Ma ciò che è apparso a suo tempo come una condanna ora si dimostra la sua ancora di salvezza. Incontaminato e a tratti ancora selvaggio il territorio dell'alta Romagna può sfoderare la sua carta vincente: l'ambiente, le foreste, i parchi, la fauna, l'escursionismo.
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