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La Biblioteca
di Emporio
Appennino
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IL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI,
MONTE FALTERONA, CAMPIGNA

      Un grande patrimonio di natura è stato arricchito e preservato con l'istituzione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Qui, su un'estensione di 36 mila e 400 ettari a cavallo tra Romagna e Toscana, c'è un mondo straordinario di boschi, praterie, ruscelli, cascate, montagne alte fino a 1.600 metri, riserve naturali, biotopi assolutamente integri, luoghi di intenso interesse storico, culturale e religioso, una ricchezza sterminata di piante e animali. Terre che hanno regalato da sempre al visitatore intense emozioni. Terre percorse da eremiti, (S. Francesco, S. Romualdo) in cerca di luoghi di preghiera, da letterati che hanno cantato questi luoghi con versi pieni di forza (Dante e Ariosto). L'idea del parco è nata oltre 30 anni fa: il grande naturalista Pietro Zangheri promosse con forza il progetto di un parco del crinale appenninico già negli anni '60 e, dopo una lunga preparazione, nel 1988, è nato il parco regionale del Crinale Romagnolo; nel 1990 si sono stabiliti i confini del Parco Nazionale del Falterona, Campigna e Foreste Casentinesi e nel 1993 è stato istituito l'ente di gestione.
image Sono comprese nel parco le valli romagnole del Montone, del Rabbi e del Bidente. Il settore toscano comprende una porzione del Mugello, il Casentino e le valli dello Staggia, del Fiumicello e dell'Archiano, affluenti di sinistra dell'Arno. Verso est l'area protetta si prolunga fino al suggestivo rilievo calcareo di Monte Penna con il celebre santuario francescano della Verna. I confini del parco toccano 12 comuni: cinque nella provincia di Forli'-Cesena (Bagno di Romagna, Portico di Romagna, San Benedetto, Premilcuore, S. Sofia, Tredozio); cinque in provincia di Arezzo e due in provincia di Firenze. Il parco si raggiunge agevolmente da tutti i paesi delle vallate.
      Le prime popolazioni di questi luoghi furono di derivazione umbra, etrusca e celtica. Ad esse si sovrappose la dominazione romana. Nel medioevo il fervore religioso diede vita ad importanti centri monastici (S. Ellero, S. Benedetto, La Verna, Camaldoli), mentre nelle valli romagnole esercitarono maggiore influenza i feudatari locali (Guidi) fino a quando la Repubblica di Firenze non spinse il proprio dominio (XVI secolo) fino oltre l'Appennino. Iniziò così la lunga dominazione dei Medici che preservarono lo stato selvaggio e impervio dei luoghi anche per ragioni difensive. Dopo che la Toscana passò ai Lorena, nella prima metà del 700, Leopoldo I e Leopoldo II cercarono di riorganizzare i territori abolendo i possedimenti ecclesiastici, progettando nuove vie di comunicazione e dando impulso ai commerci. Solo dopo I'Unità d'ltalia si arrivò a poco a poco all'assetto attuale: nel 1923 il territorio oggi occupato dal parco venne suddiviso nelle attuali provincie appartenenti a due diverse regioni.
Sono meno di 2 mila gli abitanti che risiedono nell'area del parco. Il suo vasto territorio, dunque, è praticamente disabitato, con una densità di poco superiore ai 5 abitanti per chilometro quadrato. La maggior parte degli abitanti è concentrata sul versante toscano, mentre in quello romagnolo la popolazione ammonta a circa 60 unità. Ma non è sempre stato così, tra il 1951 e il 1991 i 12 comuni del parco hanno registrato infatti un calo demografico pari al 37 per cento, con punte, nei più lontani dai nuovi centri di sviluppo, pari al 69 per cento. Disarmati dalle dure condizioni di vita di questi luoghi, gli abitanti, progressivamente, hanno abbandonato case e campi.
      Sasso Fratino è collocata all'interno del parco, nel perimetro del comune di Bagno di Romagna, è la prima riserva naturale integrale istituita in Italia, risale infatti al 1959. Attualmente si estende su una superficie di 764 ettari. L'accentuata pendenza del versante romagnolo ha fatto sì che il bosco misto di faggi e abete bianco sia stato nei secoli scarsamente sfruttato, conservando un'integrità vicina a quella originaria. L'accesso vi è consentito solo per motivi di studio e ricerca. Nel 1985 e nel 1990 la riserva ha ricevuto dal Consiglio d'Europa il diploma europeo per la conservazione dell'ambiente
Il parco è dotato di una sviluppata rete (300 chilometri) di strade forestali e sentieri segnalati, che consentono brevi escursioni e itinerari più impegnativi: i sentieri di crinale rientrano in alcuni noti trekking appenninici. Il parco si può percorrere a piedi, a cavallo, in mountain bike, con le racchette e gli sci da fondo durante l'inverno, o affrontando una pista con gli sci da discesa, in barca sul lago di Ridracoli, in canoa sui tratti di alcuni fiumi.
I luoghi dove ricevere tutte le informazioni per la vacanza o per le escursioni sono i Centri Visita allestiti nei paesi che rientrano nei confini del parco.

Altitudine massimaMonte Falco 1658 m. s.l.m.
Numeri utili:Sede del parco 0575/50301
Sede della Comunità del parco 0543/971375
Soccorso Alpino1678-48088
Corpo Forestale dello Stato 0575/58763 - 0543/970769
Uffici Informazioni:Bagno di Romagna 0543/911046
Portico-S.Benedetto 0543/965286
S. Sofia 0543/971297
Tredozio 0546/943742
Premilcuore 0543/956540.
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