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Oltre 1'80 per cento dell'estensione del parco è coperta di boschi, diversi a seconda delle quote, dei climi, nell'aspetto e nelle opportunità che offrono di osservare piante, fiori arbusti.
Poco frequenti sono i seminativi e i prati sfalciati. Il diffuso abbandono colturale degli ultimi decenni ha fatto sì che interi versanti, un tempo disboscati per ottenere terre da coltivare, siano oggi ricoperti da arbusteti con ginepro, biancospino, rose selvatiche, ginestre.
I boschi
La varietà dei boschi non ha eguali. Sui versanti collinari, fino agli 800 metri si trovano carpino nero, cerro, orniello, carpino bianco, acero campestre, acero opalo, sorbo domestico. Altrove il bosco misto si arricchisce di tigli, carpini, noccioli, cerri, roveri, ornielli e vecchi castagni. Nel sottobosco risaltano le fioriture precoci di elleboro, primula, erba trinità, polmonaria, anemone dei boschi e spiccano le belle foglie sempreverdi di laureola.
Le foreste
Chi visita il parco non dimentica più le foreste di abeti bianchi. A partire dagli 800-900 metri un compatto manto boscato riveste a perdita d'occhio i versanti montani fino a raggiungere il crinale tosco-romagnolo. Il nucleo centrale del parco è costituito dalle Foreste Casentinesi la cui singolarità si coglie soprattutto d'inverno, quando si accentua il contrasto tra gli alberi a foglia caduca e le chiome sempreverdi degli abeti bianchi. Procedendo di quota il faggio tende a prevalere sull'abete bianco con esemplari isolati di acero di monte e sorbo degli uccellatori. A fine inverno la lettiera si colora di tappeti di scilla, anemone dei boschi, acetosella dei boschi, euforbia delle faggete. Più avanti nella stagione arricchiscono lo strato erbaceo geranio nodoso, sigillo di salomone a foglie verticillate, giglio martagone.
Le sponde dei corsi d'acqua sono mascherate dalle enormi foglie reniformi dei farfaracci.
Le praterie
La più nota ed estesa è quella della Burraia che, come le altre esistenti, è frutto dell'azione dell'uomo che già secoli fa ha strappato alla foresta lembi di terreno da utilizzare a pascolo. I prati della Burraia presentano una composizione di circa 40 specie di piante erbacee. A quote più elevate, sulle vette di Monte Falco e Monte Gabrendo, si nota la formazione spontanea di mirtillo.
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