|
Sagre che vai, specialità locale che trovi. In riepilogo, a mo' di dizionarietto, le principali "specialità" delle sagre e delle feste locali:
Baccalà:
in umido, antica ricetta per la Festa del Perdono a Bagno di Romagna, a cavallo del secondo venerdì di marzo.
Bustreng: nome barbarico d'una torta rustica e antica, a Borghi, con relativa sagra la seconda domenica di maggio.
Castagna:
tiene banco in tutte le sagre d'autunno dell'Appennino, a cominciare dalla Sagra dei Frutti del Sottobosco a Portico di Romagna, seconda domenica di ottobre, fino all'omonima sagra di Alfero ed alla sagra del "marrone" tipico di Castel del Rio, ultima domenica di ottobre e via via le altre.
Ciliegia:
Più che buone sono le ciliegie della Valle del Bidente con gustosa sagra loro dedicata a Civitella di Romagna, l'ultima domenica di giugno.
Formaggio e salumi :
nella valle del Savio, a Mercato Saraceno, è la sagra dedicata ai formaggi ed ai salumi che si tiene la prima domenica di maggio.
Formaggio di Fossa:
antica specialità, sempre più rinomata, di Sogliano sul Rubicone che gli dedica la sagra dalla terza domenica di novembre. Il Formaggio di Fossa viene messo a riposare in cave di tufo il cui microclima conferisce al formaggio quel sapore tutto particolare.
Lavanda:
intermezzo botanico e profumato. Mazzetti odorosi di lavanda, insieme alle prime trecce d'aglio, ed ai fischietti di zucchero rosso per i più piccini sono i simboli della fiera di S. Giovanni, il 24 giugno a Cesena.
Olio:
a Longiano, estremo lembo a settentrione per gli ulivi, festa dell'olio e delle varie specialità conseguenti nell'antico frantoio della vicina Balignano.
Pagnotta di Pasqua:
pagnotta dolce, saporita specialità della Valle del Savio, in particolare, durante il periodo pasquale: appuntamento a Sarsina, per l'omonima sagra, la Domenica delle Palme.
Piadina:
gli ingredienti sono francescani: acqua, farina e sale; il sapore è buono e fragrante. Reginetta delle tavole romagnole la "piada" tiene banco in gran parte delle sagre della pianura, della costa, della collina cesenate. In suo onore sono sorti numerosi chioschi sulle strade. E' buona da sola, con lo "scquaccherone" (formaggio locale), ripiena con le erbe (crescioni) e in molti altri modi, ad esempio farcita con vari tipi di salumi.
Pesce Azzurro:
squisite sono le grigliate di pesce azzurro (sardoni, saraghine, sgomberi, ecc.), semplice delizia dell'Adriatico. Numerose sono le "rustide" sulla costa, a Ferragosto, a Cesenatico, a Gatteo Mare tra un fine mese estivo e l'altro (Sagra della saraghina), ed altre ancora.
Sangiovese:
il più noto, il più amato dei vini romagnoli (insieme all'Albana). Tra le sagre del buon vino ecco la Festa del Sangiovese a Predappio (seconda domenica di maggio), una delle "roccaforti" locali del miglior vino insieme a Bertinoro, Mercato Saraceno ed altre località.
Tartufo:
prelibatezza della gastronomia. Da queste parti parlare di trifola (tartufo bianco, il migliore, il più caro in tutti i sensi) significa parlare della tradizionale sagra del Tartufo di Dovadola, penultima e ultima d'ottobre, veterana tra le sagre romagnole dedicate a questo prezioso tubero dal "profumo" pungente.
Uovo:
di Pasqua, ma non di cioccolato. A Tredozio, la Domenica ed il Lunedì di Pasqua si tiene appunto l'antica Sagra dell'Uovo (da gustare in tanti modi).
|