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ELEMENTI STORICO-AMBIENTALI

Visitando gli antichi centri montani dell'alto Savio, si rimane colpiti dall'uso che si è fatto di una pietra grigiastra, a volte con sfumature verdastre, localmente denominata "Pietra Serena".

Ponti, chiese, edifici pubblici e privati, scalinate, stipiti di finestre, portali, balconate, altari e colonne sono arrivati, con la loro bellezza, ai nostri giorni, fin dall'alto Medio Evo, anche se, probabilmente, è con l'antica cava di Turrito di Sarsina che è iniziata l'attività della lavorazione della Pietra Serena nella valle del Savio oltre 2300 anni fa.

image Infatti, da quel grosso banco affiorante nella formazione marnoso-arenacea del miocene sembra siano stati estratti materiali in epoca romana per usi particolari per il vicino centro di Sarsina (antica città umbra e poi Municipio Romano dal 266 a.C.) e per l'acropoli di Calbano.

Reperti di particolare interesse realizzati con questa pietra sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Sarsina.
Di notevole pregio artistico sono pure la basilica romanica di S. Maria Assunta, il palazzo pretorio e le terme di S. Agnese di Bagno di Romagna e, soprattutto, il nucleo di Castel d'Alfero, paese di pietra per eccellenza, autentico gioiello urbanistico del tardo Medio Evo.

Dal punto di vista socio-economico l'origine dell'attività di estrazione della Pietra Serena era legata essenzialmente al soddisfacimento delle esigenze interne alla comunità e ad una agricoltura di sussistenza sulle limitatissime aree pianeggianti di queste minuscole vallate ai lati del fiume Savio.

Da questa situazione promiscua è derivato un rallentamento all'abbandono degli insediamenti "inerpicati", spesso a ridosso delle aree di cava. Inoltre, dalla simbiosi uomo-ambiente-economia si è assistito ad un mantenimento, se non addirittura ad un miglioramento dell'habitat grazie al costante ripristino dell'ambiente e del paesaggio delle aree interessate dalle cave attraverso azioni di rimboschimento e bonifiche.

Il risultato, apprezzabile visivamente, propone oggi boschi, vigneti e verdi pascoli laddove prima affioravano lastre di pietra e povere macchie di arbusti.

Altro elemento importante per il rilancio di questa attività è la regolamentazione dei piani estrattivi dei Comuni interessati che dovranno essere in grado di dare risposte sempre più qualificate alle esigenze delle imprese. Ne potrebbero derivare ulteriori potenziamenti in termini occupazionali e tecnologici del settore valorizzando anche le forme artistiche di questo nobile mestiere che ha prodotto, nei secoli, una eccezionale tradizione di cavatori e scalpellini riconosciuti in ogni dove per la loro maestria e le loro opere.

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