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Visitando gli antichi centri montani dell'alto Savio, si rimane colpiti dall'uso che si è La pietra serena di colore grigiastra con venature azzurre, messa in opera si rivela con qualche differenza sia cromatica che di compattezza. La grana può essere fine o grossolana, tutto questo perché le rocce affioranti nell'Alta Valle del Savio provengono da due distinte formazioni geologiche. Quella più compatta, cementata e a grana più fine, viene estratta dalla cosiddetta formazione Autoctona, cioè da formazioni che si sono sedimentate nell'area stessa in cui attualmente affiorano. La pietra arenaria più grossolana meno cementata e più facilmente lavorabile, proviene invece dalla formazione Alloctona cioè da complessi rocciosi che hanno subìto movimenti traslatori orizzontali che le hanno portate ad affiorare a distanza, anche di centinaia di chilometri, dal bacino di sedimentazione.
La formazione Autoctona che interessa l'alta valle del Savio ed in particolare il territorio del Para-Lastreto (parte dei comuni di Verghereto e Sarsina) è attualmente oggetto di estrazione e coltivazione a vari livelli. La pietra arenaria estratta presenta buone caratteristiche chimiche, mineralogiche e meccaniche e, vista la varietà di livelli arenacei presenti, offre una adeguata diversificazione del prodotto riuscendo così a soddisfare le diverse esigenze del mercato.
E' possibile riassumere i principali livelli arenacei coltivati in quel territorio nella seguente colonna stratigrafica:
- a circa 40 cm sotto il livello di campagna troviamo le cosiddette "lastre" di arenaria di colore grigio azzurro un tempo usate per la copertura delle case;
- al di sotto del primo strato troviamo il "colombino", calcare di colore biancastro, tenace ed estremamente fratturato;
- al terzo livello troviamo il livello delle "bozze", di arenaria grigio azzurra di granulometria medio-grossolana e fratturazione scheggiosa;
- infine al quarto livello troviamo il banco "alberese", arenaria grigio azzurra a granulometria medio-fine, tenace e massiccia.
Sono state eseguite delle analisi di laboratorio su una serie di provini dove si ricava che, soprattutto per il banco di "alberese", la pietra dell'alto Savio ha degli ottimi valori di resistenza alla compressione, alla flessione, all'usura, all'imbibizione ed alla gelività.
Inoltre vari studi e prove di laboratorio hanno constatato la perenne indeformabilità della pietra sottoposta a carico costante rispetto ad altri materiali usati nell'edilizia, tipo il calcestruzzo che, sollecitato, presenta invece un comportamento opposto. Le prove eseguite hanno avuto l'obbiettivo di capire come il fattore tempo poteva influenzare il comportamento deformativo del materiale trattato.
Se mettiamo a confronto i grafici che mostrano il comportamento relativo alla deformazione della pietra e del calcestruzzo in funzione del tempo notiamo che la pietra arenaria, sollecitata, subisce una minima deformazione iniziale, che viene mantenuta costante nel tempo, senza raggiungere mai il punto di rottura, in quanto, le deformazioni plastiche rimangono sempre al di sotto del limite di elasticità. La deformazione del calcestruzzo invece continua costantemente all'infinito senza fermarsi.
Il largo uso di questo materiale forte e durevole è in continua evoluzione sia nel campo dell'edilizia ex novo che nel campo del restauro e del recupero urbano.
La pavimentazione di piazze, di strade e di marciapiedi nei centri storici è uno dei settori dove la pietra è maggiormente usata. Grazie alla resistenza all'usura ed alla lavorabilità del materiale, l'uso delle lastre di pietra per pavimentare gli esterni permette una serie di soluzioni tecniche ed estetiche che difficilmente troviamo in altri tipi di materiali. La pietra può essere lavorata in vari modi, le tipologie di lavorazioni più diffuse sono: la lastra "subbiata" che può essere diagonale, dritta o a spina di pesce; la lavorazione "bocciardata" forma una superficie ruvida e antisdrucciolo; la lavorazione "picchettata" crea invece una superficie scavata e irregolare; infine c'è la lastra "sfiammata" che presenta una superficie mossa ma più uniforme.
La pietra lavorata subisce delle perdite alla resistenza alla compressione che variano a seconda del tipo di lavorazione. La pietra sfiammata è quella che subisce maggiori perdite di resistenza alla compressione, circa 200 Kg a cmq.
L'abbinamento delle diverse lavorazioni può essere elemento di ricchezza per un progetto di pavimentazione urbana.
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