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Nella media valle del fiume Senio, che dai rilievi dell'Appennino guadagna la pianura confluendo nel Reno, Casola è collegata da pittoresche vie di controcrinale alle valli del Santerno e del Lamone.
Appositi percorsi, le Strade della Lavanda e il giardino officinale, rivelano la particolare cura dedicata da questa città alle piante aromatiche che costituiscono una singolare attrazione del centro.
Anche la gastronomia locale risente di questa peculiarità, essendo specializzata in piatti a base di erbe naturali e selvatiche.
Casola Val Senio è terra di origine di una singolare figura di romagnolo verace, Alfredo Oriani (1852-1909) letterato anticipatore delle tendenze culturali ed artistiche del Futurismo.
Da non perdere è l'abbazia, ubicata a circa 1 Km dal centro del Comune sulla statale in direzione Riolo Terme, anche se qualcuno sostiene che fosse la sede di un monastero del VI secolo, sorta, per opera dei monaci Benedettini, probabilmente intorno all'XI Secolo.
Tra i documenti rinvenuti, quelli più antichi, che fra l'altro ne attribuiscono la giurisdizione al Vescovo di Imola, risalgono al XII Secolo.
L'insediamento dei monaci benedettini segnò l'inizio di un notevole sviluppo economico nella zona, con l'introduzione di nuove colture (olivo) e creò la base di una struttura sociale sopravvissuta per molto tempo dopo il loro allontanamento dall'abbazia; in seguito ai monaci si sostituirono le famiglie coloniche nella coltivazione della terra e l'abbazia passò sotto il dominio di varie famiglie nobili bolognesi: i Calderini, i Ghisilieri (XVIII secolo) e infine, dall'inizio dell'Ottocento, i Costa di Valsenio.
La Rocca di Monte Battaglia è nelle immediate vicinaze: alcuni studiosi si rifanno ad una grande battaglia, forse combattuta nei pressi di questa altura tra Goti e Bizantini verso la metà del primo millennio. Altri invece collocano l'origine del toponimo all'epoca della dominazione longobarda.
Monte de Batalla appare per la prima volta in un documento del 1154 e per alcuni secoli fu un importante centro del contado imolese. Nel 1390 il Senato Bolognese decretò la distruzione della rocca di Monte Battaglia perché "costa al comun de Bologna più denari che non pesava" ma rimane nel corso dei secoli un importante punto strategico.
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