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Costruito sopra i resti di un borgo del XII secolo, incontriamo Mercato Saraceno sulla sponda sinistra del fiume Savio, distribuito su tre terrazzi alluvionali. I primi documenti di esistenza del borgo sono del XIII sec., periodo in cui il borgo "Forum Saraceni" era sotto la giurisdizione del vescovo di Sarsina.
Il nome del comune non si riferisce a influenze musulmane, ma a un certo Saraceno, antico signorotto del paese.
La fortuna di Mercato Saraceno si deve ad una fiorente attività di mercanti, sotto la dominazione degli arcivescovi di Ravenna che lo tennero fino ai primi anni del XIX secolo.
Centro minerario di notevole importanza durante il 1800 per la presenza di giacimenti di zolfo, si presenta allo stato attuale come vivo centro agricolo, con insediamenti industriali che hanno dato vita ad un consistente indotto artigianale.
Dal XV al XVIII secolo si sviluppò poi una caratteristica attività artigianale per la fabbricazione delle olle in terra refrattaria usate negli impianti di fusione del minerale zolfifero. Furono attive in passato anche alcune cave di gesso, che veniva usato sia come pietra da taglio sia, previa cottura, come materiale legante.
All' interno del centro storico si può visitare la Chiesa di Santa Maria Nuova che conserva due opere di Cristoforo Serra, il pittore cesenate che operò durante il 1600. Recentemente restaurato Palazzo Dolcini, ora sede del Teatro Comunale, realizzato tra il 1926-27 in stile liberty, presenta un'interessante decorazione realizzata a smalti.
A sei chilometri dal paese, posta su un'altura, si erge l'antica costruzione de la Pieve di Santa Maria Annunziata in Monte Sorbo. Sconosciuta la data di fondazione, anche se la presenza di alcuni elementi scultorei conduce gli storici a suggerire origini molto antiche.
L'esterno è stato costruito in pietra e laterizio, l'abside conserva forme di indubbio stile romanico. Recenti studi hanno condotto a ritenere che probabilmente la pianta attuale dell' edificio non sia quella originaria. Di notevole bellezza la raccolta di lapidi poste nelle navate laterali ed i preziosi marmi usati . L'altare è attualmente sormontato da un ciborio del XVIII secolo; la teca conservata al suo interno raffigura, in copia, una delicata opera del 1400: "Madonna con Bambino", attribuita a Bartolomeo di Maestro Gentile da Urbino; l' originale è custodito presso il Museo Diocesano di Arte Sacra di Sarsina.
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