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Nel territorio del comune, che si allunga nel fondovalle del torrente Tramazzo, sono stati ritrovati insediamenti che risalgono all'età del bronzo. Fin dalla Preistoria quindi abbiamo testimonianze di insediamenti a Tredozio.
Nel secondo secolo a.C. Roma conquistò questi territori a discapito di popolazioni barbare, e la permanenza dei Romani si prolungò fino alla fine dell'Impero.
Tredozio passò poi sotto il dominio dell'Esarcato di Ravenna, divenendo in seguito feudo dei conti Guidi di Romena e di quelli di Dovadola, come risulta dai documenti dell'epoca, intorno al X sec d.C.
Dal XV sec. fino al Regno d'Italia Tredozio fu di possesso di Firenze, ma comunque rimase provincia di Firenze fino al 1923 quando Mussolini la farà confluire nella provincia di Forlì, ricomponendo il territorio romagnolo.
L'archittettura del borgo ricorda per ovvi motivi le cittadine toscane, alternando edifici settecenteschi con strutture medievali.
Da ricordare, per una visita al paese romagnolo, la Chiesa di San Michele del XIII sec., l'oratorio di Piazza o della Compagnia (sec. XVIII) con opere di pregevole valore, il palazzetto Bonaccorsi e il mulino San Michele, costruito nel XIV secolo.
A pochi Km da Tredozio sorge la chiesa di Santa Maria in Castello; qui possiamo ammirare alcuni reperti della tarda età del bronzo.
Da menzionare inoltre il convento dell'Annunziata, oggi adibito a centro policulturale ed i cortili e i giardini di palazzo Fantini, che al suo interno ospita un piccolo museo di atrezzi artigianali.
La zona di Tredozio offre molte opportunità agli amanti della natura con passeggiate nei territori dell'alto Tramazzo, dove possiamo trovare il lago di Ponte con un ambiente boschivo ancora intatto e con itinerari e sentieri che attraversano i boschi dove Tredozio è immersa.
Nella zona è possibile imbattersi in fonti di acqua solforosa e, vicino al Monte Busca, si può ammirare una formazione di origine vulcanica con suggestive emissioni di gas metano naturale.
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