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Questo tratto dell'Appennino bolognese, a est della Valle del fiume Reno, presenta un crinale costituito da un lungo proseguire di dossi, quasi totalmente boschivi, che raramente superano i 1200 metri di altezza.
Imponente la presenza, alle quote più alte, di rocce arenacee, così come di paesaggi argillosi nei territori collinari che degradano dolcemente fino alla pianura bolognese, solamente a tratti movimentati dalla presenza di massi di rocce più dure. Frequenti nelle dorsali argillose le erosioni dovute ai calanchi, sterili a prima vista ma altamente suggestivi, fra vigneti, campi e boschi, nella visione d'insieme.
Insolito e bellissimo il paesaggio dell'alta valle dell'Idice (il Savena é suo affluente): distese praterie ricoperte da arbusti di erica e ginepro. Imponenti e importanti il Monte Canda (1158 m), il Sasso di S. Zenobi, formazione ofiolitica di colore nero, e il parco naturale La Martina, uno fra i principali dell'intera provincia di Bologna. L'area si distingue per la presenza di un vasto bosco di conifere, anomale per la zona in quanto risultato di un recente rimboscamento, e di alcuni altri alberi tipici come cerri e carpini. Curiosa e da visitare la Valle del Savena, ben scavata fra ampie pareti rocciose.
Variegata, in considerazione delle diverse altitudini, la vegetazione dell'intero territorio: coltivazioni alternate a piccoli boschi di roverella a bassa quota, pascoli e castagneti fra i 600 e i 1000 metri e vastissimi boschi di faggio alle quote più alte. Durante le escursioni nella valle dell'Idice e del Savena, l'attenzione può venire catturata da piccole meraviglie della natura: fiori protetti come l'aquilegia, il giglio rosso, il giglio martagone e addirittura qualche orchidea.
Fanno parte della valle dell'Idice e del Savena i comuni di Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Pianoro.
Per quanto attiene alla storia del territorio, abbiamo prova di insediamenti etruschi, romani, longobardi e bizantini e di uno sviluppo piuttosto articolato, testimoniato da un buon numero di pievi, monasteri e fortificazioni, ad iniziare dal medioevo. Certamente fra le più famose, la fortezza di Castiglione dei Gatti, divenuta in seguito "dei Pepoli" dal nome della famiglia che acquistò il feudo.
Abitato fin dai tempi dei galli e dei romani e poi facente parte dei vasti possedimenti di Matilde di Canossa e di Taddeo Pepoli, nel diciottesimo secolo il paese venne unito al comune di Bologna.
San Benedetto Val di Sambro, la cui costituzione come comune risale all'unità d'Italia, lega le proprie vicissitudini storiche al vicino paese di Pian del Voglio, sede per anni dell'amministrazione comunale.
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